Quando un’infezione non passa, quando bruciore e fastidi urinari tornano di continuo, o quando un antibiotico non sembra fare effetto, la risposta arriva spesso dal microscopio e dalle piastre di coltura. Gli esami microbiologici servono a identificare con precisione quale microrganismo è responsabile di un disturbo e, altrettanto importante, a quali farmaci è sensibile. È un’area in cui il laboratorio BioLab di Capurso ha una competenza particolare, radicata nella direzione stessa della struttura.
In questo articolo vediamo cosa fa la microbiologia clinica, quali sono gli esami più richiesti, perché l’antibiogramma è così importante e come raccogliere bene un campione — un dettaglio che incide più di quanto si creda sull’affidabilità del risultato.
Che cosa fa la microbiologia clinica
La microbiologia clinica studia i microrganismi — batteri, funghi, altri agenti — che possono causare infezioni. Il suo compito non è solo dire “c’è un’infezione”, ma rispondere a due domande precise: quale microrganismo la sta causando e a quali farmaci è sensibile.
È una differenza sostanziale rispetto a un semplice esame del sangue. Molti esami microbiologici si basano sulla coltura: il campione viene messo in condizioni che favoriscono la crescita degli eventuali microrganismi presenti, che poi vengono identificati. Questo spiega perché richiedono più tempo di altri — non è lentezza, è biologia: bisogna dare ai batteri il tempo di crescere.
Gli esami più richiesti
Tra gli esami microbiologici di uso più comune ci sono:
- Urinocoltura — ricerca e identifica i batteri nelle urine. È l’esame di riferimento per le infezioni delle vie urinarie, tra le più frequenti in assoluto, soprattutto nelle donne.
- Tampone faringeo — per individuare l’agente responsabile di mal di gola e faringiti, come lo streptococco.
- Tampone vaginale e cervicale — per diagnosticare infezioni dell’apparato genitale femminile.
- Coprocoltura — la ricerca di germi patogeni nelle feci, utile in caso di disturbi intestinali persistenti.
- Tampone cutaneo e di altre sedi — per infezioni localizzate della pelle o di altri distretti.
A questi si aggiungono esami più specifici, richiesti dal medico in base al sospetto clinico. In molti casi l’esame colturale viene completato dall’antibiogramma.
L’antibiogramma: perché è decisivo
Identificare il batterio è solo metà del lavoro. L’altra metà è capire come sconfiggerlo, ed è qui che entra l’antibiogramma — forse il contributo più prezioso di tutti gli esami microbiologici.
L’antibiogramma verifica a quali antibiotici il microrganismo isolato è sensibile e a quali invece resistente. In pratica, permette al medico di scegliere il farmaco giusto invece di procedere per tentativi. In un’epoca in cui l’antibiotico-resistenza è un problema di salute pubblica sempre più serio, questo esame ha un valore che va oltre il singolo paziente: usare l’antibiotico mirato, ed evitare quelli inefficaci, aiuta a contenere lo sviluppo di batteri resistenti. Una scelta di precisione che fa bene a chi si cura e alla collettività.
Come raccogliere bene il campione
C’è un aspetto che i pazienti sottovalutano quasi sempre: la qualità del risultato dipende in buona parte da come viene raccolto il campione. Un campione contaminato o raccolto male può portare a un risultato fuorviante, e a doverlo ripetere.
Le regole cambiano da esame a esame. Per l’urinocoltura, per esempio, conta molto la corretta igiene, la raccolta del cosiddetto “mitto intermedio” e l’uso di un contenitore sterile; spesso è preferibile la prima urina del mattino. Per i tamponi possono essere previste indicazioni su cosa evitare nelle ore precedenti. La cosa migliore è farsi spiegare la procedura corretta al momento della prenotazione: al laboratorio BioLab il personale fornisce istruzioni precise per ogni tipo di prelievo, così da partire con il piede giusto.
Una competenza di casa
La microbiologia non è un’area qualsiasi per BioLab. La direzione del laboratorio ha una formazione specialistica proprio in microbiologia e virologia: significa che questi esami trovano, in sede, una competenza verticale che non è scontata in ogni struttura del territorio.
Per il paziente questo si traduce in esami eseguiti internamente, senza passaggi verso laboratori esterni, e nell’affidabilità di chi quei microrganismi li studia da anni. È uno dei tratti che distinguono il laboratorio, attivo a Capurso dal 2007, nella cintura sud-est di Bari.
Domande frequenti
Quanto tempo serve per il risultato di un esame microbiologico?
Più che per gli esami del sangue: le colture hanno bisogno del tempo necessario alla crescita dei microrganismi, in genere alcuni giorni, a cui si aggiunge l’eventuale antibiogramma. La tempistica precisa viene indicata al momento della raccolta.
Devo sospendere gli antibiotici prima di un esame colturale?
In genere sì, perché un antibiotico in corso può alterare il risultato rendendolo falsamente negativo. Ma la decisione spetta al medico: non interrompere né iniziare una terapia di tua iniziativa, chiedi sempre indicazione.
L’urinocoltura è la stessa cosa dell’esame delle urine?
No. L’esame delle urine analizza le caratteristiche chimico-fisiche e il sedimento; l’urinocoltura ricerca e identifica i batteri, con eventuale antibiogramma. Sono esami complementari, spesso richiesti insieme.
Serve la prenotazione?
Per molti esami microbiologici è utile, anche per ricevere le istruzioni corrette sulla raccolta del campione. Una telefonata al laboratorio chiarisce modalità e preparazione per il tuo caso.
Gli esami microbiologici a Capurso
Il laboratorio BioLab esegue in sede urinocolture, tamponi, coprocolture e antibiogrammi, con la competenza di una direzione specializzata in microbiologia e virologia. Accettazione dal lunedì al venerdì dalle 7:30 alle 9:30 e il sabato dalle 8:00 alle 9:30.
Per informazioni: +39 080 455 0182 oppure info@biolabcapurso.it. Siamo in Via Vittorio Veneto 44, Capurso (BA). Scopri il laboratorio, gli orari e i contatti.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. La scelta degli esami e ogni decisione terapeutica, compreso l’uso di antibiotici, competono al medico curante.

